Psicoterapeuta russo cura i suoi pazienti afetti da depressione, attitudini al suicidio e terribili fobie, facendo scavare una fossa e restando sotto terra una decina di ore. Porta i suoi pazienti in un posto segreto alla periferia di Mosca, dove si incomincia con il faticoso scavo delle fosse: le donne hanno diritto ad una pala, gli uomini invece devono farsi la buca a mani nude o usando al massimo un bastone.
Una volta pronta la tomba (in genere dopo sette-otto ore di lavoro), il paziente ci prende posto. E’ a questo punto che entra in scena lo psicoterapeuta che si toglie il camice per vestire i panni del becchino: sistema in superficie assi di pino o di quercia e li ricopre poi di terra. “Il momento più terribile – confida al quotidiano Rossiskaia Gazeta Yevgheni, reduce da due tentati suicidi dopo che la fidanzata lo ha piantato – è quando senti le zolle di terra che cadono sulle assi di legno. Hai l’impressione che il mondo va avanti ma senza di te. Pensi che tutto continua normalmente mentre tu rimarrai per sempre laggiù”.
Dopo l’angoscia iniziale i pazienti sono spesso invasi da una strana calma e perdono rapidamente la nozione del tempo: odono attorno a sé i ruscelli sotterranei, il rumore degli animali, il silenzio della natura. “Sotto terra – dice Yevtushkin – si rimane soli davanti ai propri problemi, alle proprie paure. Laggiù si pensa meglio”.
La “guarigione-resurrezione” avviene in linea di massima dodici ore dopo la sepoltura, possibilmente non in pieno giorno onde evitare che la luce accechi e frastorni. I “redivivi” sono molto rasserenati quando escono dalla totale oscurità della tomba. Il costo del trattamento va dai 50 ai 200 dollari: non molto per provare l’ebrezza di tornare a vivere. NO VABBE'!

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